Visione Sistemica

Operatrice in camice bianco che preme con le mani la schiena di una persona sdraiata, in una stanza luminosa.

Come funziona un trattamento shiatsu professionale e cosa aspettarsi

Mani di un'operatrice appoggiate sulla schiena di una persona sdraiata, in una stanza luminosa.

Come funziona un trattamento shiatsu professionale e cosa aspettarsi

Non servono oli, non ci si spoglia e il contatto non assomiglia a quello di un massaggio su lettino con manovre scorrevoli sulla pelle nuda: è spesso la prima sorpresa di chi si presenta a una seduta di shiatsu senza sapere bene cosa aspettarsi.

Chi arriva da un massaggio classico si immagina un trattamento simile ma “più energetico”; chi non ha mai provato nulla del genere pensa talvolta a punti dolorosi da schiacciare. Nessuna delle due idee corrisponde davvero a quello che succede in una seduta.

In questo articolo spieghiamo come si svolge un trattamento shiatsu professionale, passo dopo passo, e cosa aspettarsi prima, durante e dopo. A portare la sua esperienza è Sonia Renesto di Visione Sistemica, naturopata e operatrice del metodo Ohashiatsu®.

Che cos'è lo shiatsu, in breve

Lo shiatsu è una pratica manuale di origine giapponese che utilizza pressioni esercitate soprattutto con pollici, palmi e gomiti, eseguita normalmente a persona vestita, senza oli né creme, spesso su un futon. Una seduta dura in genere circa un’ora.

Le scuole shiatsu leggono il trattamento attraverso il modello dei meridiani e del Ki, concetti propri della tradizione orientale. Abbiamo già raccontato più diffusamente questa dimensione, e la differenza rispetto a un massaggio puramente rilassante, nell’articolo shiatsu e massaggi connettivali. Qui ci concentriamo su un aspetto diverso: cosa accade concretamente durante una seduta.

Modello anatomico visto di schiena, con i meridiani e i punti di pressione segnati e numerati lungo la colonna.

Prima di iniziare: colloquio e consenso

Ogni trattamento presso Visione Sistemica parte da un breve colloquio, non da un protocollo standard applicato a tutti. Chiediamo da quanto tempo la persona percepisce una determinata tensione, cosa la modifica, se sono già presenti diagnosi mediche o interventi recenti rilevanti per la sicurezza del contatto. Questo passaggio serve a costruire un obiettivo realistico per la seduta, non a formulare una diagnosi.

Lo ribadiamo di continuo: il colloquio iniziale orienta il trattamento, non sostituisce e non può sostituire una valutazione sanitaria.

Prima del contatto vero e proprio spieghiamo come si svolgerà il trattamento e che tipo di pressione verrà utilizzata. La persona può in qualsiasi momento chiedere di alleggerire, modificare o interrompere il contatto: è una parte della seduta tanto importante quanto le pressioni stesse, perché stabilisce la base di fiducia su cui si lavora.

La seduta Shiatsu, passo dopo passo

Ci si sdraia sul futon, in posizione prona o supina secondo preferenza, con abbigliamento comodo. Il trattamento comincia con un momento di ascolto (dell’hara o della schiena, a seconda dell’impostazione) che permette all’operatore di percepire lo stato generale della persona prima di intervenire.

Seguono pressioni in movimento continuo, eseguite con palmi, pollici ed eventualmente gomiti, accompagnate da mobilizzazioni e stretching passivo. Non è una sequenza di punti isolati da premere: nella pratica shiatsu il lavoro segue spesso il percorso dei meridiani, anche su aree diverse da quella in cui la persona avverte la tensione. Il trattamento manuale occupa la parte centrale della seduta, circa quaranta-cinquanta minuti nella struttura più comune.

Nella nostra esperienza, mantenere una connessione costante con la persona durante tutto il trattamento fa una differenza reale nella qualità della seduta: non è un elemento tecnico separato dalle pressioni, ma parte dello stesso lavoro.

Cosa si prova durante il trattamento

La sensazione che i nostri clienti ci riferiscono più di frequente è quella di un rilassamento che si approfondisce progressivamente, diverso dalla superficialità di un massaggio breve.

Le pressioni possono essere percepite come intense in alcuni punti, ma non dovrebbero risultare dolorose: se lo sono, va segnalato subito, perché la pressione si adatta sempre alla persona e non il contrario.

Dopo la seduta: cosa aspettarsi nelle ore successive

Al termine del trattamento Shiatsu, si resta sdraiati ancora qualche minuto prima di essere accompagnati, con calma, verso la posizione seduta. Segue un breve confronto sulle sensazioni provate: è un momento utile sia per la persona sia per chi ha condotto il trattamento, perché permette di calibrare le sedute successive.

Nelle ore seguenti è comune percepire minore tensione muscolare e una sensazione di leggerezza fisica e mentale. In presenza di tensioni accumulate da tempo, alcune persone avvertono invece sonnolenza o il bisogno di riposare: di solito si tratta di una reazione transitoria, che si esaurisce nel giro di qualche ora.

È sempre bene osservare come cambiano nei giorni successivi la percezione della tensione, il movimento e l’umore: è un modo più concreto di valutare l’utilità del percorso rispetto a spiegazioni generiche su presunte “tossine rilasciate”.

Operatrice in camice bianco che sostiene con le mani il collo di una persona sdraiata supina e vestita su un materasso.

Lo shiatsu funziona davvero? Che cosa dice la ricerca

Sullo shiatsu specifico la ricerca clinica è ancora limitata: gli studi dedicati sono pochi e di dimensioni contenute, e non permettono conclusioni definitive sull’efficacia per una particolare condizione. Le prove scientifiche più solide sulla sua efficacia riguardano la famiglia più ampia delle terapie manuali, che in alcuni contesti mostrano un possibile beneficio a breve termine su dolore percepito e rilassamento, senza però una superiorità dimostrata rispetto ad altri trattamenti attivi.

Nella trasparenza che ci contraddistingue, evitiamo sempre di presentare lo shiatsu come una cura o una soluzione garantita: lo proponiamo come pratica di benessere e lavoro corporeo, da valutare caso per caso, mai come sostituto di una diagnosi o di una terapia medica.

Alcune situazioni richiedono una valutazione sanitaria prima o al posto del trattamento:

  • trauma recente o sospetta frattura nell’area da trattare;
  • sospetto di un problema circolatorio, ad esempio una trombosi;
  • dolore nuovo o significativamente diverso dal solito, specie se in rapido peggioramento;
  • percorsi oncologici in corso o condizioni di particolare fragilità, che richiedono comunque un adattamento del trattamento, non necessariamente la sua esclusione.

Se convivi con un mal di schiena persistente, tensione cervicale o dubbi sulla postura, in una prima fase di colloquio cercheremo di capire insieme verso dove indirizzare il tuo percorso, per trovare la soluzione più adatta a te, in quello specifico momento.

Ohashiatsu: la specificità del metodo praticato da Visione Sistemica

Lo shiatsu che pratichiamo presso le sedi di Visione Sistemica segue nello specifico il metodo Ohashiatsu, sviluppato dal maestro Wataru Ohashi, che integra tecniche di contatto, movimento, meditazione e filosofia della cura orientale attraverso uno schema incrociato ideato dallo stesso Ohashi.

La differenza rispetto allo shiatsu classico riguarda il tipo di contatto: invece di concentrare la pressione su punti specifici (cioè gli stessi utilizzati dall’agopuntura) l’Ohashiatsu impiega più punti di contatto simultaneamente utilizzando sempre entrambe le mani, una come mano “attiva” e una come mano di “ascolto”. In genere questo trattamento permette a chi lo riceve di rimanere rilassato anche durante le pressioni e richiede all’operatore di restare presente, senza spingere, seguendo il percorso dei meridiani con un tocco continuo e naturale.

Nella nostra formazione ed esperienza diretta, questo si traduce in un cambio di stato percepibile anche in sedute brevi, che comunque orienta il modo in cui costruiamo ogni trattamento.

Operatrice inginocchiata che preme con le mani la schiena di una persona sdraiata, in una stanza luminosa con porta verde.

Uno shiatsu inserito in un percorso più ampio

Una seduta isolata racconta poco: il valore dello shiatsu si vede meglio in un percorso strutturato dove le sedute vengono ricalibrate in base a come la persona risponde nel tempo. Da Visione Sistemica questo avviene spesso a partire da un check-up fisio-funzionale, utile per avere un quadro più completo prima di impostare qualsiasi trattamento manuale, o da un primo confronto nell’ambito di un consulto naturopatico.

Se vuoi capire come inserire lo shiatsu nel tuo percorso di benessere, contattaci per un primo colloquio nei nostri studi in provincia di Padova: insieme valuteremo obiettivi e modalità da cui potresti trarre i maggiori benefici.